Per l'Europa l'agenda digitale di cui l'Italia non è in grado di dotarsi. Agcom unica speranza?

Gio, 20/05/2010 - 11:00 — luca

Ieri è stato presentata l'Agenda Digitale europea, che oltre a porre all'Europa un ambizioso programma in termini di accesso alla rete ( metà delle abitazioni con banda larga a 30Mbps entro il 2020, metà dei cittadini utenti di servizi pubblici e commercio elettronico entro il 2015), introduce, come sottolineato da Quadrature du Net, degli importanti passi in avanti:

  • Indicando una prospettiva aperta all'evoluzione del copyright, addirittura ponendosi come obiettivo la riforma della gestione collettiva del copyright per mitigare il controllo dell'industria dell'intrattenimento sulla circolazione dei lavori culturali.
  • Riconoscendo l'importanza della neutralità della rete.

così come dei punti di debolezza come

  • la rimozione di ogni riferimento all'interoperabilità tramite strandard aperti
  • l'ambiguo passaggio sul crimine informatico che potrebbe prefigurare un sostegno a nuovi filtri per la rete

In ogni caso un tentativo importante di ipotizzare il governo della rete.

  E in Italia?  

Governo non pervenuto, in Parlamento giace da anni ormai il disegno di legge del senatore Vita che a suo tempo cercò di dare anche all'italia una sorta di agenda digitale.

L'unico segnale importante mi sembra l'iperattività dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che dopo aver messo nero su bianco la volontà essere protagonista nel futuro della regolamentazione del diritto d'autore in rete, in questi giorni ha aperto un tavolo anche sulla fondamentale questione dello sviluppo della banda larga nel nostro paese.

  Non ci resta che Agcom.  

 

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Quella volta ad Annozero, a difendere la rete

segretario dell'associazione radicale Agorà Digitale

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