
Ben vengano le autoregolamentazioni. Le società si autoregolamentano continuamente. Gran parte delle norme che seguiamo non sono determinate dalla legge ma da una consuetudine sociale, da un codice non detto, come quello che ci impone di aspettare il nostro turno in una coda. La pena non è certo il carcere, ma la stigmatizzazione sociale che spesso è un deterrente sufficiente e molto superiore a quello di una legge difficile da applicare.
Talvolta, affinchè tale autoregolamentazione sia più efficace, affinchè ci si possa ragionare, quando esistono dei punti critici, ben venga anche il mettere per iscritto tale regolamentazioni.
Ma sicuramente un'autoregolamentazione non la può fare in autonomia il governo varando, quasi per inerzia, dopo il ridimensionamento del primo tentativo di introdurre nuove forme di censura in rete, una "Bozza definitiva" di "Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona sulla rete Internet" nella cui stesura non sono stati convolti gran parte dei portatori di interesse. Lascio ad altri le valutazioni su quanto questo codice potrebbe influenzare la libertà del web nostrano, su cui le opinioni, pur essendo in generale contrarie, non sono sempre concordanti (vedere ad esempio Guido Scorza vs. Marco Scialdone). In ogni caso si tratta di un codice che non restituirebbe nulla alle piattaforme nel rapporto di fiducia con gli utenti che anzi potrebbero apprezzare una resistenza a tali richieste (con lo stesso spirito con cui talvolta resistono a richieste di Cina e altre dittature). L'autoregolamentazione avrebbe quindi l'unico effetto di misurare la “docilità” delle piattaforme nei rapporti con il governo.
Ecco, si può essere contro la censura per principio, o anche solo per pragmatismo. Perchè quando funziona apre lo spazio ad un controllo sociale capace di mettere in crisi qualsiasi democrazia. Mentre negli altri casi non sortisce alcun effetto, perchè la società semplicemente la ignora.
Mi auguro che questa sarà la fine di questo codice di autoregolamentazione. Mi auguro davvero che l'assenza di Facebook e, a parte Google e Microsoft, di tutti gli altri web service provider stranieri, sia il segno di un capitolo da chiudere nel giro di pochi giorni.





