
Se le cose stessero come sostiene Paolo Attivissimo su un suo applauditissimo post intitolato "Copyright, è ora di rendersi conto che i buoi sono scappati. E hanno vinto", altro che buoi, staremmo a cavallo. Le major incapaci di cambiamento sarebbero in declino, la Rete e il libero accesso vincenti grazie alle enormi possibilità di scelta, e imprenditori non in grado di rinnovarsi pian piano sostituiti da giovani in grado di stare al passo con i tempi.
Troppo bello per essere vero?
Forse perchè in realtà è falso. O meglio, non mostra tutta la figura.
È vero che i buoi sono scappati. Ma i gestori dei contenuti hanno abbandonato da tempo l'obiettivo di farli rientrare nel recinto.
Si sono dati piuttosto al progetto di costruire un recinto enorme, che contenga tutto quello che ora chiamiamo Internet.
E hanno un sacco di aiutanti: i governi delle leggi bavaglio, i tribunali delle censure preventive ai siti web che hanno dei link a materiale coperto da diritto d'autore, i geni dell'innovazione e della tecnologia che si fissano sul modello di business sbagliato, presentando nuovi gingilli ogni settimana, sempre più controllati e "sicuri".
Poi il bue esperto, lo sappiamo, c'è sempre la possibilità di scappare fuori con qualche accorgimento.
Ma con queste amicizie, i gestori, che periscano o meno, al resto della mandria sono in grado di lasciare un bel regalino:
a very very big walled garden.





