agenda digitale


#liberalizziamoilfuturo nelle prossime 48 ore? Per salvare Internet e l'Innovazione dalla vecchia politica.

Lun, 06/02/2012 - 11:57 — luca

Finisco di scrivere questo post alle 10.58. Questo vuol dire che non c'è molto tempo. Abbiamo fissato una sala al Senato per mercoledì, ore 11. Per una conferenza stampa. Ma non sappiamo ancora chi verrà. Qualche senatore ha preannunciato che "farà un salto".  Le  poche associazioni e gruppi che abbiamo sondato fino ad ora hanno risposto entusiaste che ci saranno con le loro proposte. Ma sono poche. Cosa uscirà e il grado di successo dell'iniziativa non lo sappiamo ancora. Dipende da voi.

Rewind. Una conferenza stampa per cosa? Passera, ministro dello Sviluppo economico del governo Monti, ha annunciato una cabina di regia che renderà operativa in tempi brevi un'Agenda Digitale per l'Italia. Riccardo Luna, giornalista di Repubblica, ha scritto su Twitter: "Le cabine di regia sono come i tavoli: modi per prendere tempo se non c'è accordo su cosa fare o chi debba farlo #agendadigitale"
Come dargli torto? Possibile che il governo Monti che sembra essere riuscito ad accellerare a colpi di decreti legge su riforme che l'Italia aspetta da almeno un decennio, riproponga le vecchie dinamiche delle cabine di regia e dei tavoli (e non solo questo) solo quando si parla di innovazione?
 
Ma questo non vuole essere un post di critica. Questa vuole essere una chiamata all'azione. Dalle delusioni bisogna riprendersi e ripartire combattivi. Lo fa molto bene oggi Riccardo Luna con un articolo su Repubblica.it e annunciando (sigh) su Twitter che tra due mesi ci sarà un'agenda digitale.
Noi vogliamo provare ad osare ancora di più. Ci diamo solo 48 ore di tempo. Pochissimo. Ma per una volta vogliamo convincere la politica ad ispirarsi al principio "Release Early, Release Often", Rilascia Presto, Rilascia Spesso, reso popolare dalla bibbia hacker "La Cattedrale e il Bazar".  Darsi tempi stretti per elaborare proposte concrete, non solo aiuta a procedere più velocemente, ma permette agli utenti-cittadini di aiutare a definire come sarà il codice, che in questo caso sono le leggi dello stato che permettono innovazione e crescita.  Una pratica che aiuta tale leggi a conformarsi meglio ai bisogni dei cittadini, ottenendo quindi un sistema di regole migliore. 
Mercoledì quindi non faremo promesse. Presenteremo codice. Codice dello stato, cioè norme. Contenuti in emendamenti che dal decreto liberalizzazioni a quello semplificazioni ci permettano di cambiare passo. Ora. Davvero, cosa dobbiamo aspettare?
Che siate un'associazione, un imprenditore o un esperto di nuove tecnologie scrivete subito. (nicotra@agoradigitale.org). E vi sarà dato spazio. E credito (altro principio delle comunità aperte). Ma solo se la vostra proposta può diventare velocemente codice.
Questa è una wiki-convocazione di conferenza stampa. Perciò potete collaborare condividendo questo post, o scrivendone uno voi. O ancora meglio invitando i vostri parlamentari di fiducia scrivendogli una mail o direttamente Twitter. 
Perchè non è solo di dibattito e confronto pubblico che abbiamo bisogno. È urgente trovare subito una sponda nelle istituzioni. A cominciare dal Parlamento. Giovedì 9 scade il termine per presentare emendamenti al decreto liberalizzazioni al Senato. Per questo la conferenza stampa sarà li'. Le ultime vittorie contro le strategie repressive ci hanno mostrato che esiste una piccola ma agguerrita pattuglia di parlamentari che crede che l'Internet Aperta possa essere volano di sviluppo. Convochiamoli. Convocateli. A presentare le loro proposte (se ne hanno) e ad ascoltare le nostre. E se saranno d'accordo a sottoscriverle. Li', subito. Annunciando il loro voto a favore. 
Diamoci dentro. Solo 48 ore.
 


L'assedio di chi vuole mettere in ginocchio la rete con recinti digitali. Circondati da Unione Europea, Governo Italiano, Provincia di Bolzano e Corte Suprema Tedesca

Sab, 29/05/2010 - 12:34 — luca

Altro che innovazione e apertura. In questi giorni l'Unione Europea ha avuto il coraggio di eliminare meticolosamente ogni riferimento agli strandard aperti dalla sua Agenda Digitale. Scontato che questo sia avvenuto sotto la pressione di grossi produttori di software proprietario. Davvero un segnale pessimo, che va nella direzione contraria a quella che più volte ho auspicato anche in questo blog.

Purtroppo le brutte notizie non si fermano qui, perchè in Italia il governo, dopo aver ignorato a più riprese le esortazioni a riattivare una politica per il software libero e gli standard aperti, decide invece di ridurre l'Osservatorio Open Source ad una sola dipendenteNon che l'osservatorio stesse fuzionando e navigando sul sito, si vede come  il progetto sia stato abbandonato da un po' (l'ultimo aggiornamento è di più di un anno fa), e anche l'ambiente di sviluppo coperativo (ASC) pare abbia sempre funzionato con difficoltà. Ma se dove servirebbe un rilancio si decide di chiudere, le prospettive sembrano oscure.

Arrivando persino all'illegalità, tanto che la provincia di Bolzano, ignorando una legge del 2005, ha disposto l'acquisto di oltre 2 milioni di euro in licenze di software proprietario. Una decisione così incredibile che l'Associazione Software Libero si sta preparando ad intervenire presso garanti della concorrenza, regione e TAR. Meno male che qualcuno riesce ad essere agguerrito.

Perchè il tracollo potrebbe essere completo, visto una settimana fa è arrivata dalla Germania, la notizia che la Corte Suprema per la prima volta sembra introdurre anche nel vecchio continente la possibilità di brevettare software.

La rete e la rivoluzione digitale si possono mettere in ginocchio anche passando per vie secondarie, e apparentemente molto più tecniche. Perchè purtroppo non tutti sanno che la Rete che usano quotidianamente, proprio grazie a quegli standar aperti, proprio grazie all'enorme innovazione presente nel software libero, è nata ed è prosperata fino ad oggi.



Per l'Europa l'agenda digitale di cui l'Italia non è in grado di dotarsi. Agcom unica speranza?

Gio, 20/05/2010 - 11:00 — luca

Ieri è stato presentata l'Agenda Digitale europea, che oltre a porre all'Europa un ambizioso programma in termini di accesso alla rete ( metà delle abitazioni con banda larga a 30Mbps entro il 2020, metà dei cittadini utenti di servizi pubblici e commercio elettronico entro il 2015), introduce, come sottolineato da Quadrature du Net, degli importanti passi in avanti:

  • Indicando una prospettiva aperta all'evoluzione del copyright, addirittura ponendosi come obiettivo la riforma della gestione collettiva del copyright per mitigare il controllo dell'industria dell'intrattenimento sulla circolazione dei lavori culturali.
  • Riconoscendo l'importanza della neutralità della rete.

così come dei punti di debolezza come

  • la rimozione di ogni riferimento all'interoperabilità tramite strandard aperti
  • l'ambiguo passaggio sul crimine informatico che potrebbe prefigurare un sostegno a nuovi filtri per la rete

In ogni caso un tentativo importante di ipotizzare il governo della rete.

  E in Italia?  

Governo non pervenuto, in Parlamento giace da anni ormai il disegno di legge del senatore Vita che a suo tempo cercò di dare anche all'italia una sorta di agenda digitale.

L'unico segnale importante mi sembra l'iperattività dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che dopo aver messo nero su bianco la volontà essere protagonista nel futuro della regolamentazione del diritto d'autore in rete, in questi giorni ha aperto un tavolo anche sulla fondamentale questione dello sviluppo della banda larga nel nostro paese.

  Non ci resta che Agcom.  

 


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Quella volta ad Annozero, a difendere la rete

segretario dell'associazione radicale Agorà Digitale

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