elezioni regionali


Lo Zen e l'arte dell'analisi post-elettorale

Sab, 03/04/2010 - 17:33 — luca

Lasciata la frenesia post-elettorale della sede del Partito Radicale, girovago da qualche giorno in Toscana, nei colli del Chianti. Tra una passeggiata, un concerto di musica elettronica, qualche bicchiere di vino, e una casa sempre diversa ad ospitarmi, il risultato delle elezioni regionali rimane un pensiero in sottofondo, e quando ho qualche ora di tempo, compro un giornale o accendo la radio (all'insegna dell'offline) per leggere analisi, interviste, e cercare di procurarmi dossier e dati utili a capire.

Rifletto innanzitutto sul fatto che è tutt'altro che banale regire al meglio ad un momento difficile prima di tutto per il paese ed il suo senso civico (il dato dell'astensionismo è davvero spaventoso), poi per il cosiddetto centro sinistra e infine per il movimento radicale. Perchè la tentazione dell"io l'avevo detto", dell'"adesso si cambia tutto" e delle soluzioni definitive è sempre presente.

Prendersi il tempo per pensare e comprendere al meglio mi sembra possa essere il regalo più grande che possiamo fare alla politica in questo momento. Combattendo l'istinto di reagire alla batosta con la smania del fare, del cambiare, del dire. Che pare il modo più utile, vivo e forte e invece io credo sia quello più debole. Buono solo per i regolamenti di conti. Per farsi strada negli apparati. Per imporre la propria linea. Non per creare il nuovo.

Ho sentito liquidare i risultati con alcune tematiche "classiche" come quella dei problemi del radicamento territoriale, dei giovani, dell'incapacità di elaborare un linguaggio che parli dei temi importanti, dell'antiberlusconismo.

Ho sentito liquidare giovani e meno giovani attivisti ed elettori che si lamentano, come i pischelli di turno che non "capiscono la profondità" di quello che si sta cercando di fare, di un progetto a lungo termine.

Ho sentito liquidare Pannella con "vecchio rincoglionito" o con l'accusa di "voler fare il profeta", con il tentativo di inchiodarlo al suo (pessimo) apparire televisivo e pubblico.

La mia paura maggiore è che dopo tutto questo liquidare ci rimanga davvero troppo poco.

Allora cerco di prendermi il tempo per riflettere, raccogliere informazioni, analizzarle. Ci sono molte domande che ancora non hanno risposta. Davvero il Movimento Cinque Stelle di Grillo è il partito di Internet? O invece è il partito della retorica di Internet? Davvero le presenze televisive e la legalità dell'informazione è l'elemento cardine per ragionare sulla sconfitta? O forse alcuni risultati come quello della Lega, del PDL, o degli stessi grillini assieme al dato sull'astensione portano in altre direzioni?

Ancora non sono certo delle risposte. E, ve lo confesso, vorrei non cercarle da solo. Anche per ragionare su tutto ciò, il metodo internet, quello aperto, trasparente e collaborativo, potrebbe davvvero essere una prima risposta. Molto più politica di quanto si potrebbe immaginare.

Ci sto lavorando. Stay tuned.



Liveblogging dalla sede del Partito radicale

Lun, 29/03/2010 - 15:56 — luca
DSC_0260 by you.

 Su facebook, twitter e firendfeed.



Gli internettiani Radicali lanciano la sfida alla Polverini: riuscirà a spiegare anche perchè messaggi taroccati e di denigrazione nei confronti di Emma provengono da un indirizzo dell'azienda di Velardi?

Ven, 29/01/2010 - 13:44 — luca
A voler pensar male si potrebbe dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ormai non solo il sito della Polverini, ma anche molti blog, sono pieni di colpi bassi provenienti da un IP(il numero che permette di identificare il computer da cui proviene un messaggio) che guarda caso risulta proveniente da "Reti Spa", l'azienda di lobbying che sta seguendo la sua campagna di comunicazione.
 
Con lo stesso nickname ("Kalle Blomkvist"), sedicente elettore del Lazio, sono stati firmati molti messaggi non solo sul sito di Renata Polverini, ma anche sul blog di Luca Nicotra (www.lucanicotra.org) e quelli dei blogger più famosi (tra cui quello di Alessandro Gilioli) che avevano ripreso la precedente vicenda dei messaggi di sostegno presenti nel sito della Polverini prima ancora che andasse ufficialmente online.
Dopo i messaggi "taroccati" (o meglio, come ieri si è lasciata sfuggire in conferenza stampa lei stessa, "telecomandati") di incitamento alla Polverini, ecco quindi un altro "mistero": messaggi di elettori indecisi diretti contro Emma Bonino, i Radicali, Radio Radicale, contro la sinistra e addirittura contro tutta la rete,  e accuse ai frequentatori del sito della Polverini che chiedevano spiegazioni su tessere e evasioni fiscali di essere sostanzialmente gli stessi dei gruppi facebook "Ammazziamo Berlusconi". Tutti stranamente inviati con lo stesso nick, di cui alcuni ancora più stranamente, mandati dalla sede dell'azienda di lobbying di Velardi.

 

Roba da non credersi? Vedere per credere! Tutte le prove si trovano sul blog di Luca Nicotra (www.lucanicotra.org), che per primo si è insospettito dei messaggi e ha dato un'occhiata più da vicino, e quello di Alessandro Capriccioli (metilparaben.blogspot.com).

Mentre chiediamo alla Polverini e al suo staff di chiarire questo nuovo enigma, li invitiamo, se vogliono vedere cosa siano la trasparenza e la comunicazione senza "stranezze", a fare una visita su www.listaboninopannella.it da lunedì 1° febbraio.

E intanto lanciamo la sfida a tutti gli internettiani: quante altre vicende poco chiare come queste riusciremo a scovare di qui alla fine della campagna elettorale?



Yes we can ... risk to be old style PD. Domande sparse per giovani, obamiani, direttisti, mariniani.

Lun, 11/01/2010 - 17:05 — luca

È chiaro che bisogna avere il pieno rispetto per il dibattito interno ai partiti. A maggior ragione per chi, come il PD, si candida a rappresentare molte anime del centro sinistra. Certamente bisogna anche comprendere che la posta in gioco non è solo l'appoggio o meno alla candidatura di Emma Bonino nel Lazio, ma riguarda equilibri interni, tutt'altro che chiari a trasparenti e che è difficile cambiare questa situazione in pochi giorni.
Ma se, per una volta, con certezza, mi viene da dire quasi matematica, è possibile prefigurare una competizione elettorale che possa essere davvero politica, sui temi, fuori da personalismi e da ogni ideologismo, mi sento di porre queste domande ai lettori, ai politici, ai blogger, agli amici

  1. perchè i mariniani, i giovani, gli obamiani, i direttisti, quelli che dicono di mirare ad politica nuova non appoggiano con decisione la Bonino, invece di incartarsi in distinguo che fanno, talvolta in buona fede, solo da sponda alla vecchia partitocrazia?
  2. perchè si invoca un'astratta volontà di non allontanare un non meglio identificato voto cattolico (il "divertente" - come lo ha definito oggi Massimo Bordin - Lusetti ha detto "Vorrei ricordare che in Lazio c'è il Papa") quando da una parte è innegabile che Emma ha sempre avuto un rapporto franco e cordiale con i cattolici non clericali e allo stesso tempo i radicali sono gli unici tra i partiti di centro sinistra che, secondo uno studio dell'istituto Catteneo, alle ultime europee hanno signicativamente attirato il voto dell'elettorato di centrodestra?
  3. perchè non si dice che il nodo delle primarie è un loro problema di legalità? di uno statuto mai attuato anche in altre parti? e che dovrebbero invece attaccare, anche pubblicamente, i loro dirigenti che le primarie non le hanno convocate in tempo?
  4. perchè una volta tanto che il suo segretario si è espresso con chiarezza "la Bonino è una fuoriclasse", e certo con ragionevolezza, non si cerca di rafforzare la sua leadership?
  5. perchè da ultimo, ma questa è quasi da ridere, qualcuno può temere così tanto la figura di Marco Pannella, e quindi del mondo radicale nella sua interezza, da averlo, pur legittimamente, il gruppo è loro, eliminato dagli amministratori facebook di un gruppo aperto da attivisti PD a sostegno della candidatura di Emma Bonino alla regione Lazio?

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Quella volta ad Annozero, a difendere la rete

segretario dell'associazione radicale Agorà Digitale

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