paolo attivissimo


A very very big walled garden, per i buoi che sono scappati

Mer, 09/06/2010 - 18:18 — luca

Se le cose stessero come sostiene Paolo Attivissimo su un suo applauditissimo post intitolato "Copyright, è ora di rendersi conto che i buoi sono scappati. E hanno vinto", altro che buoi, staremmo a cavallo. Le major incapaci di cambiamento sarebbero in declino, la Rete e il libero accesso vincenti grazie alle enormi possibilità di scelta, e imprenditori non in grado di rinnovarsi pian piano sostituiti da giovani in grado di stare al passo con i tempi.

Troppo bello per essere vero?

Forse perchè in realtà è falso. O meglio, non mostra tutta la figura.

È vero che i buoi sono scappati. Ma i gestori dei contenuti hanno abbandonato da tempo l'obiettivo di farli rientrare nel recinto.

Si sono dati piuttosto al progetto di costruire un recinto enorme, che contenga tutto quello che ora chiamiamo Internet.

E hanno un sacco di aiutanti: i governi delle leggi bavaglio, i tribunali delle censure preventive ai siti web che hanno dei link a materiale coperto da diritto d'autore, i geni dell'innovazione e della tecnologia che si fissano sul modello di business sbagliato, presentando nuovi gingilli ogni settimana, sempre più controllati e "sicuri".

Poi il bue esperto, lo sappiamo, c'è sempre la possibilità di scappare fuori con qualche accorgimento.

Ma con queste amicizie, i gestori, che periscano o meno, al resto della mandria sono in grado di lasciare un bel regalino:

a very very big walled garden.



La caduta di facebook, l'11 settembre dell'invasione della privacy

Ven, 14/05/2010 - 11:32 — luca

 

 

Immaginate quale pietra miliare per il futuro della rete sarebbe la fine di Facebook, e il suo essere rimpiazzato da un social network aperto, basato su software libero, distribuito, rispettoso della privacy, mantenuto da una comunità di sviluppatori. Senza applicazioni inutili, senza la possibilità di sfruttamento di tutte le tue informazioni personali da parte di aziende, senza continue variazioni delle policy sulla privacy, senza censura, e con la possibilità di decidere in modo definitivo di uscirne. Perchè, viene da chiedersi sempre più spesso, come ha fatto Paolo Attivissimo nel suo post di qualche giorno fa: "qual è il beneficio per gli utenti in tutto questo?"

Dopo la nascita di Internet, del Web, del software libero e di Linux, di Wikipedia, forse una rivoluzione ancora più profonda, perchè, appunto, sociale? Un nuovo commons per la rete?

Gli attacchi alla piattaforma di Zuckerberg sono moltissimi, dagli utenti insoddisfatti, ai responsabili internazionali della privacy. Matt McKeon, segnalato sul blog di Paolo Attivissimo, ha pubblicato un'animazione (da cui sono tratte le foto qui sopra) che mostra l'evoluzione della privacy dal 2005 ad oggi della nota piattaforma di social networking, ed è davvero impressionante.

Ma il segnale ancora più forte è il proliferare di alternative. In questi giorni non si fa che parlare di Diaspora. Non è detto che il futuro della socialità in rete passi dai quattro ragazzi che cercano di creare l'anti-facebook, ma certo i 120 mila dollari raccolti in pochi giorni sono un segnale. E non sono i soli a tentare questa strada: da OneSocialWeb a FooCorp le iniziative in questa direzione non mancano.

Non ci rimane quindi che aspettare, pronti a scendere nella piazza virtuale per questo nuovo commons, appena ce ne sarà l'occasione.


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Quella volta ad Annozero, a difendere la rete

segretario dell'associazione radicale Agorà Digitale

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