renata polverini


Internet motore del programma Bonino. Polverini non pervenuta propone l'ennesimo portale del Turismo

Lun, 15/03/2010 - 18:32 — luca

Quando ho ricevuto la bozza finale del programma di Emma Bonino (presentato oggi e ora disponibile qui), ho pensato che fosse un buon momento per provare a mettere in piedi un confronto tra quanto da proposto dalla coalizione di centrosinistra e quanto invece si propone di realizzare la sua avversaria Renata Polverini. Insomma, l'idea era quella di spulciare le varie proposte legate alla Rete, per cercare di evidenziare naturali differenze di impostazione.

Dovete credermi, davvero, ci ho provato, ma il compito si è rivelato praticamente impossibile ed un po' imbarazzante.

Emma Bonino mette il web al primo posto, facendone il cardine addirittura delle prime 8 pagine del programma e proponendo un modello di trasparenza, di rapporto con i cittadini e di fornitura di servizi telematici che consentirebbe alla Regione di portarsi al livello delle esperienze amministrative più virtuose in Europa e nel mondo.

Nelle 48 pagine del programma di Renata Polverini le parole Internet e Web compaiono solo incidentalmente, e l'unica proposta concreta a cui viene dedicato un punto è un addirittura un nuovo portale del turismo. Come se non fosse bastato il fallimentare Italia.it costato decine milioni, e ormai studiato a livello internazionale come esempio di spreco di denaro pubblico per una presenza sul web, burocratica e fondamentalmente inutile.

Quello che impressiona è che da una parte l'intero programma di Emma Bonino è incentrato su innovazione digitale. Dal punto sull'"Efficienza e misurazione dei servizi al cittadino" (pag. 6), alla Trasparenza e gli Open Data (pag. 7), dai Diritti Digitali del Cittadino (pag. 8) alla Partecipazione (pag. 9), dall'Operazione Trasparenza (pag. 14), dal Software Libero e Open Source (pag. 15) dall'Inclusione Digitale e Banda Larga (pag. 28) all'Amministrazione Elettronica (pag. 29), dai Database pubblici dell'offerta di lavoro (pag 31) all'Operazione Trasparenza nella sanità e la Valutazione dei risultati (pag 39) e alla Nomina dei direttori e dei primari (pag 43) Internet ermerge con forza come il trait d'union della strategia di governo proposta dalla Bonino.

Niente di tutto ciò nel programma della Polverini per la quale, oltre al già citato portale di promozione del territorio (pag. 32), le uniche iniziative che sembrano interessare sul fronte web e digitale sono l'"agevolazione l’inserimento delle strutture accreditate private nella rete informatica regionale (RECUP)" (pag 13), le 5 parole di rito dedicate alla banda larga nel calderone "competitività" (pag. 27), una innovativa modalità di finanziamento da parte del pubblico dell'iniziativa filmica tramite Internet (pag 25) e la carta sanitaria elettronica, iniziativa interessante, che prevede di mettere online tutti i dati sanitari dei cittadini. Ma che evidenzia chiaramente l'approccio: cari cittadini, prima online mettiamo i dati vostri, per i nostri ci pensiamo dopo.

 



Renata non usa il web, lo stupra. La storia di come si arrivò a http://twitter.com/PLV_RNT_62E54_H501_*

Mer, 03/02/2010 - 15:55 — luca

Renata, tentativo uno: http://twitter.com/r_polverini:

Renata, tentativo due: http://twitter.com/rnt_polverini:

In entrambi i casi il risultato è


La strategia di fondo ora ci è piuttosto chiara: Renata Polverini apre un account Twitter, poi lo usa per compiere le sue "strange activity" consistenti nell'aggiungere un numero enorme di contatti, gran parte dei quali - come ci è già stato segnalato - del tutto estranei alla Polverini, e aspetta pazientemente che la piattaforma glielo disattivi; a quel punto ne apre un altro, riprende la sua "strange activity" e tutto ricomincia da capo, ad libitum.
Renata davvero continua, è divertentissimo. :-D

L'unico problema ora e cercare di aiutare  Alessandro Capriccioli, me e Renata a fare due calcoli per capire quanti  tentativi di ideare nuovi account Twitter abbia ancora a disposizione la nostra beniamina, utilizzando in ordine sparso ma comprensibile le lettere del suo nome e cognome, prima di dover rinunciare del tutto ad utilizzare la piattaforma. Il che, ne converrete, visto quanto ci stiamo divertendo, sarebbe un peccato.  A rincuorarci c'è il pensiero che potremmo presto aggiungere anche i numeri attingendo al codice fiscale di Renata.

P.S. I dati anagrafici della Polverini sono pubblici, e com'è noto chiunque può agevolmente calcolare il codice fiscale di una persona partendo dai suoi dati anagrafici: però, siccome qualcuno ha preso l'allegra abitudine di qualificarci come pseudo-agenti del KGB, abbiamo omesso l'ultima lettera. Così, tanto per non regalargli la soddisfazione di un altro comunicato fantasioso. A proposito Kalle, non c'eri alla festa, che è successo?

 



Renata, basta, vogliamo andare al cinema!

Sab, 30/01/2010 - 23:04 — luca

 


Prima che iniziasse la campagna web di Renata Polverini Alessandro Capriccioli ed io avevamo uno straccio di vita privata: adesso, a forza di stare dietro alle vostre segnalazioni non riusciamo manco più a trovare il tempo per un cappuccino al bar.
L'ultima alzata d'ingegno in ordine di tempo, come oggi ci hanno segnalato diverse persone, è stata quella di aggiungere su Twitter utenti che con la Polverini non avevano mai avuto niente a che fare; evidentemente così tanti che la piattaforma le ha sospeso l'account:
 

Ve lo chiediamo per pietà: basta, non ci segnalate più niente. Non ce la facciamo più.

 

UPDATE 31/1/2010 ore 11:42: a quanto pare a conferma dello strano fenomeno, sul sito della Polverini è esploso un buttone :-)

Davvero, avevamo detto basta segnalazioni. Ve lo chiedo per favore, basta.



Privacy e la Web Claque di Renata Polverini. Un post che parla di libertà digitali.

Sab, 30/01/2010 - 21:06 — luca

Volevo dare il benvenuto a quanti si sono affacciati al blog incuriositi da questa "innovativa" campagna elettorale online (almeno sul lato Polverini, su quello Bonino a parte Emmatar, mi pare, non siamo ancora partiti). Do il benvenuto a Micucci (per chi non avesse seguito tutta la storia, Presidente di Reti, la società che sta seguendo la campagna della Polverini) in particolare, che coraggiosamente ha deciso di fare outing e di sostenere le sue posizioni in campo aperto. Di questo certo bisogna darti atto.
A questo proposito i quotidiani hanno ripreso ampiamente la notizia lanciata ieri da questo blog (è uscita su Repubblica, Corriere, Europa (in prima pagina), Libero, Manifesto, Messaggero), molti blog (Gilioli, Metilparaben, Dagospia) l'hanno fatta propria e, se questo fosse stato l'unico obiettivo, la potremmo finire qui.

Invece cerco di buttarla in politica. Credo che proprio di fronte a queste piccole difficoltà, persone come Micucci, come la Polverini, come coloro che si trovano a "dover" utilizzare la Rete per le loro attività di politici e consulenti per essere più efficaci, o semplicemente in contatto con il loro tempo, sono costretti a ragionare di Rete ma soprattutto di libertà digitali. E questo è preziosissimo. Magari nervosamente e frettolosamente ma, smascherati, o semplicemente in imbarazzo, si rimane inchiodati alla poltrona decisi a dimostrare la propria buona fede. A difendere i propri diritti. Online.

Privacy innanzitutto. Mi fa piacere che Micucci, che, a quanto vedo, alla rete dedica spesso riflessioni, rilanci sul diritto all'anonimato. Si tratta di un diritto su cui Agorà Digitale, l'associazione radicale di cui sono segretario, sta facendo una delle sue battaglie principali. Ma se battaglia deve essere, lo sia davvero. Deve essere la difesa di quella privacy che ci protegge dai potenti e dalle discriminazioni. La privacy come contrappeso fondamentale di qualsiasi stato di diritto alla tendenza di governi ed altre forze di intervenire nel privato dei cittadini, di influenzarne le abitudini. Di censurare idee ed opinioni. Il diritto a potersi esprimere, senza temere ritorsioni, nel caso non si commetta un reato, ma semplicemente si diventi scomodi per qualche lobby.

Se vuoi, caro Micucci, la nostra denuncia, il nostro mostare le prove, è un modo di avvertirti che "il re è nudo". Migliaia di aziende e privati, profilano continuamente i tuoi dati, le tue abitudini, i tuoi messaggi. Sanno tutto di te e possono utilizzare queste informazioni per influenzare la tua libertà. Noi, attraverso il preziosissimo lavoro di Marco Calamari e la collaborazione con il gruppo parlamentare radicale, abbiamo addirittura presentato un disegno di legge per limitare la data-retention, cioè la possibilità di trattenere i tuoi dati a tempo indefinito, e abbiamo importanti iniziative in cantiere, non ancora realizzate per mancanze materiali. Di persone. Di tempo. Di denaro.

Ma tu invochi la privacy per permettere ad un famoso lobbista di comportarsi in un modo quantomeno professionalmente discutibile, mescolando cioè opinioni personali (legittime) espresse anche, permettimelo, rozzamente, e incarichi della propria azienda. Invochi la privacy come se fosse eticamente discutibile utilizzare informazioni in mio possesso (io che certo non sono un potente, che certo non ho alcun mezzo anche solo per indurti a non esprimerti) per "smascherare" questi comportamenti, al contempo facendo vedere le prove (anche, come dire, per evitare denunce). Che poi è lo stesso ragionamento di coloro che, in nome della privacy, vorrebbero punire i giornalisti che pubblicano le intercettazioni di cui entrano in possesso (e a cui tutti i potenti hanno comunque accesso, per le loro intimidazioni e i loro ricatti), invece di cercare di risolvere alla base il problema di un sistema che ormai si fonda sull'intercettazione sistematica e su tribunali e magistrati che fanno trapelare scritti che invece dovrebbero rimanere in un cassetto.

Beh, scusami Micucci, ma per me non regge. E qualche tuo collega sembra darmi ragione (poi che lo facciano sinceramente o siano degli squali non saprei dire, e in tal caso, sono un semplice effetto collaterale, mi spiace). Sarò autoreferenziale ma consiglio di rileggersi Pannella che a proposito delle intercettazioni dichiarò che esse, se pubbliche, danno un grande contributo alla conoscenza delle cose che accadono. Con la pubblicazione, milioni e milioni di italiani passano da generalizzazioni tipo "la politica è sporca" all' ascolto e alla rivelazione di persone specifiche.

Ecco, se vuoi difendere la privacy, quella vera, noi ci siamo. Anzi, la butto lì, e ammetto, la proposta è un po' provocatoria: perchè non ti iscrivi ad Agorà Digitale? :-)

 



Il rischio di essere più realisti del Re. Renata Polverini risponde alla polemica su Radio Radicale innescata dal Presidente della società di lobbying che cura la sua campagna

Sab, 30/01/2010 - 16:03 — luca

Massimo Micucci mi ha chiesto in un commento a questo blog "A chi serve Radio Radicale?

una possibile risposta:

«Ringrazio i radicali e Radio Radicale per il servizio che offre a questo Paese. Io non ho paura - come prima ricordava Marco Pannella - di citare né i Radicali né Radio Radicale. Di recente mi hanno chiesto se avevo un hobby, ho risposto che ne avrei moltissimi, che però non li posso praticare perché ho poco tempo, ma una cosa che faccio la mattina quando sono a casa e non mi sveglio esageratamente presto, è che faccio un po’ di tapis roulant, ma senza farmi mancare la rassegna stampa di Bordin. Questo è stato messo come uno dei pochi, anzi l’unico, dei miei hobby

Renata Polverini

Congresso Radicali Italiani, 2009

 



Gli internettiani Radicali lanciano la sfida alla Polverini: riuscirà a spiegare anche perchè messaggi taroccati e di denigrazione nei confronti di Emma provengono da un indirizzo dell'azienda di Velardi?

Ven, 29/01/2010 - 13:44 — luca
A voler pensar male si potrebbe dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ormai non solo il sito della Polverini, ma anche molti blog, sono pieni di colpi bassi provenienti da un IP(il numero che permette di identificare il computer da cui proviene un messaggio) che guarda caso risulta proveniente da "Reti Spa", l'azienda di lobbying che sta seguendo la sua campagna di comunicazione.
 
Con lo stesso nickname ("Kalle Blomkvist"), sedicente elettore del Lazio, sono stati firmati molti messaggi non solo sul sito di Renata Polverini, ma anche sul blog di Luca Nicotra (www.lucanicotra.org) e quelli dei blogger più famosi (tra cui quello di Alessandro Gilioli) che avevano ripreso la precedente vicenda dei messaggi di sostegno presenti nel sito della Polverini prima ancora che andasse ufficialmente online.
Dopo i messaggi "taroccati" (o meglio, come ieri si è lasciata sfuggire in conferenza stampa lei stessa, "telecomandati") di incitamento alla Polverini, ecco quindi un altro "mistero": messaggi di elettori indecisi diretti contro Emma Bonino, i Radicali, Radio Radicale, contro la sinistra e addirittura contro tutta la rete,  e accuse ai frequentatori del sito della Polverini che chiedevano spiegazioni su tessere e evasioni fiscali di essere sostanzialmente gli stessi dei gruppi facebook "Ammazziamo Berlusconi". Tutti stranamente inviati con lo stesso nick, di cui alcuni ancora più stranamente, mandati dalla sede dell'azienda di lobbying di Velardi.

 

Roba da non credersi? Vedere per credere! Tutte le prove si trovano sul blog di Luca Nicotra (www.lucanicotra.org), che per primo si è insospettito dei messaggi e ha dato un'occhiata più da vicino, e quello di Alessandro Capriccioli (metilparaben.blogspot.com).

Mentre chiediamo alla Polverini e al suo staff di chiarire questo nuovo enigma, li invitiamo, se vogliono vedere cosa siano la trasparenza e la comunicazione senza "stranezze", a fare una visita su www.listaboninopannella.it da lunedì 1° febbraio.

E intanto lanciamo la sfida a tutti gli internettiani: quante altre vicende poco chiare come queste riusciremo a scovare di qui alla fine della campagna elettorale?



Cara Renata, non prendertela con dei piccoli blogger radicali. O, il giorno che la Polverini entrò nel web e capì che non era cosa semplice

Mer, 27/01/2010 - 20:38 — luca

Renata Polverini oggi ha inaugurato il sito per la sua campagna e ha dedicato un intero post per attaccare me e Alessandro Capriccioli ("due radicali") perchè, dai nostri blog, abbiamo osato ironizzare per il fatto che sul suo sito, il giorno prima dell'inaugurazione, c'erano già dei commenti entusiastici (del tenore di "Ti seguirò con attenzione. Il Lazio ha bisogno di persone serie: non si può andare avanti con questi perditempo.", "Sono sicura che sarai eletta, Renata. In bocca al lupo." o "Sapevo che saresti chiara su questo punto. Grazie") , che a questo punto possiamo dire, dopo la sua conferma, erano delle "prove" inserite dal suo staff. Converrete con me che si tratta di prove tecniche buffe. Io nelle prove tecniche tendo a scrivere "prova" o strane scritte come "gagdfga". Ma tant'è.

Una cosa che mi viene spontaneo pensare è inoltre che io le prove tecniche, soprattutto se così facilmente confondibili con commenti veri,  le eliminerei, se non altro per rispetto verso i visitatori, per non creare confusione, mentre quelle sul sito della Polverini, ad ora (sera del 27 gennaio), rimangono online. Quindi un utente web che non avesse letto questo nostro scambio di opinioni, non potrebbe distinguere tra un commento vero ed uno costruito dallo staff.

Ma la cosa che mi interessa davvero è un'altra.

La Polverini ha intitolato la tua risposta "Piccola parentesi poco seria", mentre io credo che, proprio in piccole disattenzioni   spontanee ed involontarie come queste, nei momenti in cui un personaggio pubblico non è concentrato su immagine e marketing, fa vedere la parte più vera di sè, e, in questo caso, il vero modo di vivere uno strumento, Internet, che qualche giorno fa Pannella (sì quel vecchiaccio logorroico) ha chiamato, rivolgendosi a me ad una riunione a Firenze, un nuovo modo di esistere:

  1. La Polverini, o meglio i redattori del suo sito internet, dicono che "i signori Luca Nicotra e Alessandro Capriccioli, sono entrati nel sito di Renata ancora in costruzione (e già questo è eticamente discutibile)". Ecco. Che loro non abbiano chiara la differenza tra una casa in costruzione (nella quale è illecito entrare) e un sito in costruzione che al contrario è una pagina accessibile in rete come tutte le altre, mi sembra abbastanza grave. Tanto per rendere chiaro il concetto: i contenuti del sito della Polverini apparivano già indicizzati su Google ieri sera, ad una mia ricerca (cioè chiunque cercando Renata Polverini li poteva già trovare). La rete funziona così. Se non si mettono i recinti e i lucchetti (che in rete si chiamano ad esempio password), non esiste privacy, non esiste irruzione. È tutto trasparente, e bisogna rendersene conto. Perchè la prossima volta gli errori potrebbero essere più gravi.
  2. Per la Polverini la questione da noi sollevata è chiusa dal fatto che ai commenti "di prova" se ne sono aggiunti altri spontanei. Perchè per lei i commenti sono un sondaggio (su cui pochi voti "di prova" non possono contare) e non un dialogo, una relazione trasparente con i propri supporter e i propri antagonisti. Un'altro canale, neanche troppo importante, per una campagna elettorale.
  3. Infine, la Polverini parla di "piccolo imbroglio mediatico costruito ad arte". Evidentemente sono troppo abituati agli imbrogli mediatici che si costruiscono altrove, soprattutto in TV ( questa intercettazione di Vespa rimane uno dei capolavori del virale radicale ), ai salotti e ai TG dove si costruisce il consenso mediatico, e da cui i radicali sono perennemente esclusi. Troppo abituati a questo per accorgersi che la rete è altro. È una informazione disintermediata che si costruisce in molti modi, ma sicuramente non ad arte.

Detto questo, Renata, buona campagna. E se magari hai voglia, fai un salto da noi il primo febbraio. Forse non sarà la rivoluzione, ma, te lo assicuro, tenteremo di fare qualcosa di vero, trasparente e partecipato.

 

 



Buffe prove grafiche sul sito della Polverini: già online gli entusiasti commenti di sostenitori... il giorno prima del lancio

Mer, 27/01/2010 - 10:47 — luca

Internet non è un giocattolo. Non è uno canale per il marketing. È un nuovo strumento che permette di rivoluzionare il rapporto della politica con la società, e, qualche esperimento in questo senso, lo potrete vedere il primo febbraio su www.listaboninopannella.it . Ma forse non tutti la pensano allo stesso modo.

Niente di personale, ma è davvero buffo che su un sito non accessibile, e che sarà presentato oggi, già ieri potessero apparire, a chi provava ad accedervi all'indirizzo http://www.renatapolverini.it/index.php (ora non più raggiungibile), entusiasti messaggi di sostenitori anonimi (compariva solo il nome) e inseriti a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro, già alcuni giorni fa: "Sapevo che saresti chiara su questo punto. Grazie", "Sono sicura che sarai eletta, Renata. In bocca al lupo." e "Ti seguirò con attenzione. Il Lazio ha bisogno di persone serie: non si può andare avanti con questi perditempo." Anche Metilparaben ha messo online gli screenshot presi dopo che ieri mi sono accorto di questo strano fenomeno.
Niente di grave, s'intende, la campagna elettorale si fa frenetica e tutto deve essere pronto per tempo. Magari preconfezionando messaggi di adesione!
Se questo però fosse il metodo con cui la candidata alla Presidenza della Regione Lazio del centrodestra intende utilizzare internet, mostrando cioè un consenso costruito a tavolino per ingannare la percezione dei cittadini, qualora la Polverini fosse effettivamente eletta sul fronte delle libertà digitali avremmo di che preoccuparci.

 


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Quella volta ad Annozero, a difendere la rete

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