Youtube


Presto anche in Italia. Facebook e Youtube bloccati per vignette blasfeme

Gio, 20/05/2010 - 11:08 — luca

Non ci vuole molta fantasia ad immaginarsi che presto anche in Italia potrebbe venire in mente qualcosa del genere

 PAKISTAN: FACEBOOK E YOUTUBE BLOCCATI PER VIGNETTE BLASFEME

(ANSA) - ISLAMABAD, 20 MAG - I popolari siti di Facebook e di YouTube sono stati ''oscurati'' in Pakistan per aver pubblicato
alcune vignette di Maometto considerate blasfeme da un tribunale di Lahore. Lo riferiscono i media pachistani.
   Il blocco e' stato imposto dall'Authority delle telecomunicazioni pachistana (Pta) su ordine di un tribunale di Lahore, che ieri aveva dichiarato ''blasfemo'' un concorso lanciato su Facebook in cui si invitavano gli internauti a pubblicare online caricature su Maometto. Il ''link'' considerato sacrilego era gia' stato bloccato in precedenza dai fornitori di servizi internet, ma alcune delle
illustrazioni satiriche erano state caricate su YouTube. (ANSA).

 



Travaglio censurato su Youtube? Dimostrazione che i diritti dei cittadini sono nelle mani dei grandi gruppi editoriali

Lun, 01/03/2010 - 19:39 — luca

Diciamocelo, nel caso della "involontaria" censura del Video di Marco Travaglio, anche se Mediaset dovesse scusarsi (cosa che, a quanto mi risulta, ancora non è successo), beh, in uno stato di diritto non basterebbe. Urge intervento politico per limitare il potere di censura degli editori sui contenuti pubblicati online.

In soldoni, per chi non avesse seguito la vicenda, Google ha confermato che la settimana scorsa un video di Marco Travaglio sul caso Bertolaso è stato censurato da Youtube per una erronea segnalazione di violazione del copyright. Si tratta di un abuso, causato della completa discrezionalità di Mediaset che ha la possibilità di censurare, con effetto immediato, qualsiasi contenuto che a suo giudizio violi il suo diritto di editore.

 

Ovviamente non c'è alcuna prova che si tratti di una censura mirata al contenuto, pur critico nei confronti dei poteri forti, e non dell'errore di un tecnico. Ma questo non limita minimamente la gravità dell'evento che dimostra come l'utente/cittadino sia in balia dei capricci (e degli errori) dei grossi gruppi editoriali italiani e quindi, potenzialmente, della loro censura.

Questa volta il caso sta scoppiando perché ad essere colpito è Marco Travaglio, personalità nota e in grado di reagire immediatamente per vie legali. Ma quanti sono gli utenti inermi di fronte a questa arroganza? Quanti altri errori ci sono stati e ci saranno di cui non si saprà mai nulla? Chi controlla che questo enorme potere di filtraggio non sia utilizzato impropriamente? Quali sono i meccanismi per punirne (le scuse in uno stato di diritto non bastano) gli abusi con la stessa rapidità di intervento fornita agli editori?

E' necessario quanto prima che si avvii una discussione, anche a livello parlamentare, sul cosiddetto meccanismo del *takedown*, sotto accusa in numerosi paesi, in primis gli Stati Uniti, per casi di vera e propria di censura.

Ancora di più considerando che la schiera dei privati a cui viene concesso di improvvisarsi forza di polizia si potrebbe allargare dopo la sentenza sul caso Google contro Vividown, che sarà pubblica solo tra qualche mese, e a causa dell'accordo internazione contro la contraffazione ACTA.

 


Condividi contenuti

 

Quella volta ad Annozero, a difendere la rete

segretario dell'associazione radicale Agorà Digitale

Difendi la libertà in rete, iscriviti all'associazione!

Cumulus Tag Cloud

lnicotra's Profile Page