zen


Lo Zen e l'ecologia della rete e delle tecnologie

Mer, 05/05/2010 - 18:16 — luca


Ipotizzate per un attimo l'esistenza di una ecologia della rete e delle tecnologie. Computer, cavi, dispositivi, software che creano un ecosistema complesso, con delle dinamiche proprie e dei profondi effetti sulla società e sugli individui. Un ecosistema che non serve studiare da scienziato o da ingegnere, ma che si può cercare di capire, perchè si è curiosi, per capire il proprio tempo, per vivere la società. Come fosse un bagaglio culturale necessario. Come facciamo con la geografia. Come facciamo con l'ambiente. Non serve essere biologi ma neppure contadini per sapere quali sono le verdure di stagione, e non serve essere delle guardie forestali per conoscere il nome di un albero, o per raccogliere i funghi buoni nel bosco.

Basta la curiosità, davvero, di capire ogni tanto quello che c'e' sotto. O sopra. Della "lista degli ingredienti" di un PC, di come gli animali della rete interagiscono tra loro. Del perchè Google non si compra tutti gli avversari, o di come i dati delle nonnine su facebook vengono utilizzati per indagini di mercato sulle dentiere. Sono infiniti i parallelismi con altri ecosistemi. Perchè le tecnologie hanno dei loro equilibri, i loro ritmi, il loro modi di evolvere. Alcune arricchiscono le nostre esperienze, favorendo la socialità ad esempio. Altre opprimono gli individui o potenzialmente sconvolgono i sistemi economici. Come uno tsunami. O un'eruzione.

Se siete abbastanza curiosi, non ci vorrà molto ad ipotizzare che tutto questo sia vero, e forse vi verrà voglia di fare qualcosa.

Ma non è facile. Gli appassionati parlano strani linguaggi, abitano posti bui e spesso non hanno spiccate capacità di interazione sociale.

Ci vuole pazienza. Zen. Se provate avvicinarli in momenti e luoghi in cui c'è un forte entusiasmo e la socialità è un elemento fondamentale, ce la potreste fare. Magari consapevoli che un po' di tecnicismi vi verranno ributtati addosso e dovrete in qualche modo resistere ad essi senza perdere l'entusiasmo.

Se siete curiosi si potrebbe andare assieme ad un hackmeeting. Il prossimo italiano sarà dopo 10 anni a Roma (la foto qui sopra invece, rubata da Flickr è di quello che si è svolto a Pisa qualche anno fa).

O magari, se volete qualcosa di più fisico e vario, si potrebbe fare un salto a Do it Your Trash, l'evento dedicato al reciclaggio soprattutto tecnologico  Dall'assemblaggio di pc da hardware dismesso, alla messa a punto di radio pirata a km0, fino, solo per i più coraggiosi, al corso di saldatura.

O ancora, aspettando luglio, partecipare a qualche incontro serale come quelli in questi mesi di warm-up e molti altri che si trovano un po' in tutta italia, cercando in rete sui siti di strane associazioni digitali (o magari navigando su Geekagenda) ...



Lo Zen e l'arte dell'analisi post-elettorale

Sab, 03/04/2010 - 17:33 — luca

Lasciata la frenesia post-elettorale della sede del Partito Radicale, girovago da qualche giorno in Toscana, nei colli del Chianti. Tra una passeggiata, un concerto di musica elettronica, qualche bicchiere di vino, e una casa sempre diversa ad ospitarmi, il risultato delle elezioni regionali rimane un pensiero in sottofondo, e quando ho qualche ora di tempo, compro un giornale o accendo la radio (all'insegna dell'offline) per leggere analisi, interviste, e cercare di procurarmi dossier e dati utili a capire.

Rifletto innanzitutto sul fatto che è tutt'altro che banale regire al meglio ad un momento difficile prima di tutto per il paese ed il suo senso civico (il dato dell'astensionismo è davvero spaventoso), poi per il cosiddetto centro sinistra e infine per il movimento radicale. Perchè la tentazione dell"io l'avevo detto", dell'"adesso si cambia tutto" e delle soluzioni definitive è sempre presente.

Prendersi il tempo per pensare e comprendere al meglio mi sembra possa essere il regalo più grande che possiamo fare alla politica in questo momento. Combattendo l'istinto di reagire alla batosta con la smania del fare, del cambiare, del dire. Che pare il modo più utile, vivo e forte e invece io credo sia quello più debole. Buono solo per i regolamenti di conti. Per farsi strada negli apparati. Per imporre la propria linea. Non per creare il nuovo.

Ho sentito liquidare i risultati con alcune tematiche "classiche" come quella dei problemi del radicamento territoriale, dei giovani, dell'incapacità di elaborare un linguaggio che parli dei temi importanti, dell'antiberlusconismo.

Ho sentito liquidare giovani e meno giovani attivisti ed elettori che si lamentano, come i pischelli di turno che non "capiscono la profondità" di quello che si sta cercando di fare, di un progetto a lungo termine.

Ho sentito liquidare Pannella con "vecchio rincoglionito" o con l'accusa di "voler fare il profeta", con il tentativo di inchiodarlo al suo (pessimo) apparire televisivo e pubblico.

La mia paura maggiore è che dopo tutto questo liquidare ci rimanga davvero troppo poco.

Allora cerco di prendermi il tempo per riflettere, raccogliere informazioni, analizzarle. Ci sono molte domande che ancora non hanno risposta. Davvero il Movimento Cinque Stelle di Grillo è il partito di Internet? O invece è il partito della retorica di Internet? Davvero le presenze televisive e la legalità dell'informazione è l'elemento cardine per ragionare sulla sconfitta? O forse alcuni risultati come quello della Lega, del PDL, o degli stessi grillini assieme al dato sull'astensione portano in altre direzioni?

Ancora non sono certo delle risposte. E, ve lo confesso, vorrei non cercarle da solo. Anche per ragionare su tutto ciò, il metodo internet, quello aperto, trasparente e collaborativo, potrebbe davvvero essere una prima risposta. Molto più politica di quanto si potrebbe immaginare.

Ci sto lavorando. Stay tuned.


Condividi contenuti

 

Quella volta ad Annozero, a difendere la rete

segretario dell'associazione radicale Agorà Digitale

Difendi la libertà in rete, iscriviti all'associazione!

Cumulus Tag Cloud

lnicotra's Profile Page