Renata Polverini oggi ha inaugurato il sito per la sua campagna e ha dedicato un intero post per attaccare me e Alessandro Capriccioli ("due radicali") perchè, dai nostri blog, abbiamo osato ironizzare per il fatto che sul suo sito, il giorno prima dell'inaugurazione, c'erano già dei commenti entusiastici (del tenore di "Ti seguirò con attenzione. Il Lazio ha bisogno di persone serie: non si può andare avanti con questi perditempo.", "Sono sicura che sarai eletta, Renata. In bocca al lupo." o "Sapevo che saresti chiara su questo punto. Grazie") , che a questo punto possiamo dire, dopo la sua conferma, erano delle "prove" inserite dal suo staff. Converrete con me che si tratta di prove tecniche buffe. Io nelle prove tecniche tendo a scrivere "prova" o strane scritte come "gagdfga". Ma tant'è.
Una cosa che mi viene spontaneo pensare è inoltre che io le prove tecniche, soprattutto se così facilmente confondibili con commenti veri, le eliminerei, se non altro per rispetto verso i visitatori, per non creare confusione, mentre quelle sul sito della Polverini, ad ora (sera del 27 gennaio), rimangono online. Quindi un utente web che non avesse letto questo nostro scambio di opinioni, non potrebbe distinguere tra un commento vero ed uno costruito dallo staff.
Ma la cosa che mi interessa davvero è un'altra.
La Polverini ha intitolato la tua risposta "Piccola parentesi poco seria", mentre io credo che, proprio in piccole disattenzioni spontanee ed involontarie come queste, nei momenti in cui un personaggio pubblico non è concentrato su immagine e marketing, fa vedere la parte più vera di sè, e, in questo caso, il vero modo di vivere uno strumento, Internet, che qualche giorno fa Pannella (sì quel vecchiaccio logorroico) ha chiamato, rivolgendosi a me ad una riunione a Firenze, un nuovo modo di esistere:
- La Polverini, o meglio i redattori del suo sito internet, dicono che "i signori Luca Nicotra e Alessandro Capriccioli, sono entrati nel sito di Renata ancora in costruzione (e già questo è eticamente discutibile)". Ecco. Che loro non abbiano chiara la differenza tra una casa in costruzione (nella quale è illecito entrare) e un sito in costruzione che al contrario è una pagina accessibile in rete come tutte le altre, mi sembra abbastanza grave. Tanto per rendere chiaro il concetto: i contenuti del sito della Polverini apparivano già indicizzati su Google ieri sera, ad una mia ricerca (cioè chiunque cercando Renata Polverini li poteva già trovare). La rete funziona così. Se non si mettono i recinti e i lucchetti (che in rete si chiamano ad esempio password), non esiste privacy, non esiste irruzione. È tutto trasparente, e bisogna rendersene conto. Perchè la prossima volta gli errori potrebbero essere più gravi.
- Per la Polverini la questione da noi sollevata è chiusa dal fatto che ai commenti "di prova" se ne sono aggiunti altri spontanei. Perchè per lei i commenti sono un sondaggio (su cui pochi voti "di prova" non possono contare) e non un dialogo, una relazione trasparente con i propri supporter e i propri antagonisti. Un'altro canale, neanche troppo importante, per una campagna elettorale.
- Infine, la Polverini parla di "piccolo imbroglio mediatico costruito ad arte". Evidentemente sono troppo abituati agli imbrogli mediatici che si costruiscono altrove, soprattutto in TV ( questa intercettazione di Vespa rimane uno dei capolavori del virale radicale ), ai salotti e ai TG dove si costruisce il consenso mediatico, e da cui i radicali sono perennemente esclusi. Troppo abituati a questo per accorgersi che la rete è altro. È una informazione disintermediata che si costruisce in molti modi, ma sicuramente non ad arte.
Detto questo, Renata, buona campagna. E se magari hai voglia, fai un salto da noi il primo febbraio. Forse non sarà la rivoluzione, ma, te lo assicuro, tenteremo di fare qualcosa di vero, trasparente e partecipato.





