
Contestare è un dovere. Governo e partiti di maggioranza vanno attaccati con determinazione per le loro scandalose politiche sulla libertà di informazione e per i ripetuti tentativi di imbrigliare il web. Per questo, con l'associazione Agorà Digitale abbiamo convintamente aderito all'iniziativa nobavaglio.it portata avanti, tra gli altri, da Arturo di Corinto e Stefano Rodotà.
Ciò non elimina la necessità di alcune riflessioni urgenti per chi si vuole porre con una qualche progettualità nel dibattito sul futuro della Rete. E tra queste vi è il bisogno di comprendere come si possa formare, anche in Italia, un ampio schieramento a difesa dei diritti civili di nuova generazione, anche sul web.
Può questo avvenire nell'alveo di uno schieramento anti-berlusconiano?
Un dato su cui riflettere è che storicamente le leggi contro la libertà in rete sono state approvate e portate avanti sia a destra che a sinistra. Quindi mi verrebbe da dire che la risposta è no e che bisogna percorrere altre strade.
L'ulteriore elemento che si aggiunge in questi giorni è lo schierarsi contro il provvedimento anti-intercettazioni di quella che limitativamente viene definita l'area "finiana" del centro destra. Generazione Italia, Fare Futuro e Libertiamo sono intervenute in varie sedi, in alcuni casi anche partecipando alla manifestazione di piazza Montecitorio di venerdì contro il decreto bavaglio, accanto ad antiberlusconisti convinti Popolo Viola e Italia dei Valori. E vorrà pur dire qualcosa.
C'e' il rischio che alcuni di queste prese di posizioni siano esclusivamente strumentali? Sicuramente sì.
Ma il formarsi di un fronte a difesa della rete anche fuori dal centro sinistra appare molto interessante. Interessante è la posizione del presidente della Camera Gianfranco Fini, protagonista di un'incontro allca camera con Lessig, il maggior sostenitore della rete come bene comune. Come appassionato è stato l'intervento alla Camera di Pierferdinando Casini in difesa di Internet ai tempi della discussione sull'introduzione dell'apologia di reato in Rete. Ci sono parlamentari PDL come Roberto Cassinelli che nel tempo si sono mostrati molto attenti alla piattaforma digitale. Associazioni come Libertiamo di Benedetto della Vedova hanno addirittura aderito alla Festa dei Pirati. Ex ministri come Beppe Pisanu che hanno suggerito di rivedere dei provvedimenti di cui loro stessi erano stati promotori. E c'è chi poi come il ministro Roberto Maroni da una parte propone nuove regolamentazioni censorie, dall'altra si dichiara a difesa della libera condivisione in rete.
Tutti segnali da seguire con attenzione.
Mentre si scende in piazza a contestare, ovviamente.





