Il clarinettista e il copyright

Gio, 11/02/2010 - 20:13 — luca

Stefano Franceschini è il mio insegnante di clarinetto. Una volta, a dicembre, saltai lezione senza avvertire, ma la sera Stefano mi vide da Santoro a dare dell'incravattato a Schifani e ad attaccare l'ipotesi di nuove leggi sulla censura. Come potete immaginare ciò mi diede un alibi di ferro. :-) Ma soprattutto fece iniziare una interessante discussione che portiamo avanti il giovedì mentre prendo fiato tra un pezzo e l'altro. Che dire, interessante ed impegnativo discutere con un artista piuttosto tradizionale di riforma del diritto d'autore. Ed è inutile dire che spesso non siamo d'accordo. Ad esempio la settimana scorsa Stefano mi diceva che non condivide le mie posizioni sul restringimento del copyright e sui "benefici" della pirateria perchè

"è giusto che anch'io possa lasciare qualcosa ai miei figli in eredità, come tutti gli altri".

Oggi mentre trafelato (da vero artista arriva con almeno 5 minuti di ritardo) preparava il pianoforte per accompagnarmi mi fa

"Sai ho ripensato alla nostra conversazione. Ci ho ripensato perchè ho trovato sul peer to peer un bellissimo libro, che però è introvabile. Lo cercavo davvero da un sacco di tempo. E vorrei davvero poterlo comprare, ma nel frattempo, ecco, in effetti è davvero bello sapere che c'è un posto dove trovarlo".

Subito dopo ci siamo dati a qualche standard, ovviamente su una copia di Stefano del Real Book, la raccolta degli spartiti dei temi musicali più noti del jazz, compilata clandestinamente negli Stati Uniti negli anni Settanta. Nessuno sa con precisione chi ne sia l’autore e molte aggiunte successive sono state fatte da studenti e altri musicisti. Due dati certi sono che è stato compilato ignorando completamente il diritto degli autori dei pezzi contenuti e che, circolando fotocopiato e in modo del tutto pirata, è diventato negli anni il punto di riferimento di ogni musicista, stimolando la passione musicale di molte generazioni.

Non me la sono sentita di farglielo notare, ma ad un certo punto ho cominciato a riflettere su chi di noi due fosse davvero il pirata. :-)


PS: dimenticavo ... ho firmato il Public Domain Manifesto. Una tonnellata (difficile quantificarli altrimenti) di professori ed economisti americani ed europei che cercano di spiegarci che il diritto d'autore è l'eccezione e non la regola. Ci mancavano solo i professori pirati.

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