
Google sarà pure un player della rete da tenere d'occhio per la sua pervasività e per il rischio che cannibalizzi alcuni settori del web, come la pubblicità online. Ma sicuramente ha una politica pubblica che investe molto sulle libertà in rete, e questo non si può che apprezzare.
Oggi viene inaugurata una mappa della censura (andatevela a vedere) che consentirà di monitorare le crescenti richieste da parte dei governi di censurare alcuni siti web. Dalla mappa emerge che l'Italia è sesta nelle richieste di censura ma prima nelle condanne penali.
Questo a poche ore di distanza dal lancio del Data Liberation Front un progetto che mira ad introdurre per tutti i prodotti Google la possibilità (accessibile a tutti) di esportare i propri dati in formati aperti, per rendere le sue applicazioni online interoperabili.
Non c'è che dire, due contributi davvero interessanti per chi ha a cuore i diritti civili di nuova generazione.





