
Move On, uno degli esempi di web attivismo più citati in assoluto, dal 1998 ad oggi ha lottato per l'impeachment di Clinton e contro la guerra in Iraq del 2003, per John Kerry nel 2004 e poi ancora a sostegno di Obama nel 2008. Una resistenza di circa 12 anni ormai, sempre pronto a schierarsi nel dibattito politico. Un organizzazione dal basso strutturata attorno a strumenti online che a qualcuno ricorda quella dei grillini cinque stelle. Ma mentre questi ultimi sono di fronte alle difficoltà della crescita, Move On pare in gran forma, tanto da lanciarsi in quella che definisce la più ambiziosa campagna di sempre: "la lotta contro la corruzione a Washington".
E come vorranno fare questa battaglia? Facendo tabula rasa di tutta la classe politica? Impedendo la candidatura dei condannati per reati penali?
Non proprio. Gli obiettivi dell'iniziativa sono tre:
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Ribaltare la sentenza della corte suprema che consente donazioni illimitate da parte delle corporazioni per le elezioni
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Dare finanziamenti pubblici ai candidati outsider in modo che possano competere
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Mettere fine agli accordi sottobanco con i lobbisti delle corporazioni rendendo tutta l'attività di lobbying pubblica.
Insomma trasparenza e riforma del finanziameto ai partiti. Mi ricorda qualcosa. I soliti radicali certo (che anche per la finanziaria ripropongono il loro cavallo di battaglia della riforma del finanziamento pubblico), ma in parte anche i sopra citati grillini. Certo che rispetto a questi ultimi quello di Move On pare avere una cifra ben diversa. Che identifica proprio l'azione sulla classe politica come centrale per perseguire i suoi obiettivi: l'essere presenti con i volontari in ogni distretto del Congresso, seguire tutti i candidati e supportare fortemente nel momento elettorale quanti aderiranno alla loro agenda.
Che oltre al web, e ai temi progressisti, sia proprio la resistenza all'antipolitica il segreto dell'evergreen Move On?
(grazie a Marco per la segnalazione della campagna)





