Decreto Pisanu contro il libero accesso alla rete? Fondamentale per la lotta al terrorismo e alla pedopornografia. Parola del Ministero dell'Interno.

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Mer, 13/10/2010 - 18:00 — luca


Fin da subito ho invitato alla calma chi si illudeva che il fermento di appelli e proposte di legge contro l'articolo 7 del decreto Pisanu fossero un segnale di un prossimo superamento della norma. Per chi non lo sapesse tale articolo prevede che in Italia, caso unico nel mondo, per offrire una connessione ad Internet da un qualsiasi pubblico esercizio, compresi bar, biblioteche, o sedi di associazioni, sia necessaria una licenza rilasciata dal questore e procedere all'identificazione dei clienti previa esibizione di documento di identità conservandone una copia cartacea, assieme ad i dati "relativi alle attività di navigazione" per un periodo di 6 mesi prorogabili per altri 6. Insomma un carico di burocrazia ed infrastruttura che scoraggia la diffusione di punìti di accesso WIFI in Italia. Attualmente sono circa un quinto di quelli presenti negli altri paesi europei.

Oggi il Ministero dell'Interno ha fatto capire chiaramente che l'abrogazione dell'articolo 7 della Pisanu è tutto tranne che una priorità. In una risposta ad una interrogazione del deputato Rao (UDC) alla Camera (la trovate circa al minuto 20 di questa registrazione su Radio Radicale) ha sostenuto che i suddetti dispositivi del decreto Pisanu sono risultati fondamentali in numerose occasioni per indagini volte al contrasto del terrorismo nazionale ed internazionale. Non solo. Anche per la lotta al fenomeno della pedopornografia.

Si tratta di una risposta da tenere in grande considerazione, se non altro perchè chiarisce senza troppi dubbi l'orientamento del governo. Fondamentale in una legislatura in cui sono pochissime le iniziative parlamentari andate in porto senza la sponda governativa.

Dobbiamo quindi abbandonare le speranze? Niente affatto. Innanzitutto si tratta di dichiarazioni in netto contrasto con l'assenza di qualsiasi notizia di indagini in cui la Pisanu sia stata utilizzata proficuamente nella lotta al terrorismo. È quindi urgente incalzare il Ministero dell'Interno per poter accedere ai dati sulla effettiva efficacia della norma.

Insomma, quanti sono i membri di Al-Qaida identificati perchè continuano testardamente a connettersi dall'internet point sotto casa?

E poi, come mai nessuno degli altri paesi coinvolti nella cosiddetta lotta al terrorismo hanno adottato provvedimenti analoghi a quelli dell'articolo 7 della Pisanu? Cosa rende così particolare il nostro paese da richiedere norme speciali?

È poi necessario ribadire che la sicurezza non è l'unico criterio con cui si deve valutare una norma. È necessario considerare quanto una sistematica intrusione nella privacy e profilazione dei dati personali dei cittadini mettono in discussione i diritti civili di chi utilizza internet per comunicare ed informarsi.

Inoltre è necessario mettere sulla bilancia la distorsione del mercato provocata dalla norma. Magari proprio incalzando il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero del Turismo in merito ai dati in loro possesso. Quanto ha inciso negativamente la Pisanu sulla possibilità di espansione delle infrastrutture di rete in Italia? E quanto sulla possibilità di attrarre turisti grazie a servizi al passo con i tempi?

Insomma non basta che se ne siano accorti i giornali, non basta che se ne siano interessati parlamentari e partiti, ora bisogna portare la consapevolezza della necessità di superare la Pisanu anche nel Governo.

Per questo con Agorà Digitale abbiamo elaborato urgentemente una interpellanza che contiene tutti questi elementi e che presenteremo nei prossimi giorni, con la collaborazione del deputato radicale Marco Beltrandi e sottoscritta da deputati di maggioranza ed opposizione.

Nel fattempo c'e' la possibilità di arricchirla, completandola al fine di rendere difficile evadere i nodi centrali della questione. Trovate la wiki-interpellanza a questo indirizzo. Wiki perchè potete commentarla sul sito, sui social network, sul vostro blog o scrivermi direttamente all'indirizzo nicotra@agoradigitale.org. Fino al deposito, che avverrà nei prossimi giorni, terremo conto di tutte i suggerimenti al fine di rafforzare l'iniziativa.

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Quella volta ad Annozero, a difendere la rete

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