
Levataccia per Corrado Calabrò giovedì mattina e soprattutto un altro passo nella direzione giusta. Giovedì il Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è stato convocato con urgenza alle ore 8.30 dalle commissioni 7a (Comunicazioni) e 8a (Cultura) del Senato per rispondere pericoli per la libertà di informazione e per l'accesso alla conoscenza che permangono nel nuovo schema di regolamento sul diritto d'autore (qui il calendario del Senato). Perchè l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è stata sì costretta a modificare i provvedimenti inizialmente previsti, rinunciando all'autoattribuzione del potere di inibire l'accesso ad interi siti web, ma ha deciso di insistere nel faraonico e terrorizzante progetto di diventare arbitro di tutti i contenuti presenti sulla Rete.
Aver ottenuto questa convocazione è un altro importante successo per chi, come Agorà Digitale e tutte le associazioni riunite nell'iniziativa sitononraggiungibile.it (Adiconsum, Altroconsumo, Assoprovider assistiti da Fulvio Sarzana e Marco Scialdone), fin dall'inizio ha preso una posizione chiara e netta e che, dopo aver letto il nuovo schema di regolamento, continueremo a sostenere: l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non può intervenire con un regolamento che mette in pericolo principi fondamentali come giusto processo, libertà di espressione, di informazione, diritto di accesso alla conoscenza e la libertà di impresa. C'e' bisogno innanzitutto di una riforma delle regole che ci permettono di condividere contenuti in Rete. Catastrofico applicare le norme pensate dall'Autorità senza prima riformare un reperto archeologico del 1941 qual'e' la legge sul diritto d'autore, che deve essere adeguata alle nuove forme della creatività, della circolazione delle informazioni e della possibile remunerazione.
Da una parte il Parlamento non ha strumenti per imporre "formalmente" uno stop al regolamento. Dall'altra Agcom non potrà ignorare la posizione delle istituzioni, tanto piu' questa sarà forte e motivata. Chiari sono stati innanzitutto i senatori Vita e Vimercati, che con urgenza hanno avanzato la richiesta di convocazione sostenendo che
a questo punto, sia opportuna una moratoria, in attesa di una procedura istituzionalmente più corretta, non lesiva delle prerogative delle Camere".
Ma sono 23 i senatori che compongono gli uffici di presidenza delle due Commissioni che audiranno Calabrò e sappiamo quanto poca sia la consapevolezza della classe politica dei rischi insiti nel regolamento Agcom. È compito anche nostro, di noi che ci siamo mobilitati in queste settimane, provare a convincerli dell'assoluta necessità di uno stop al provvedimento. Abbiamo meno di 48 ore di tempo.
Per cominciare trovate i loro nomi e la loro attività su questa e quest'altra pagina.
E questi sono i loro indirizzi:
possa_g@posta.senato.it, barelli_p@posta.senato.it, vita_v@posta.senato.it, valditara_g@posta.senato.it, marcucci_a@posta.senato.it, asciutti_f@posta.senato.it, giambrone_f@posta.senato.it, rusconi_a@posta.senato.it, pittoni_m@posta.senato.it, musso_e@posta.senato.it, polibortone_a@posta.senato.it, levimontalcini_r@posta.senato.it, grillo_l@posta.senato.it, menardi_g@posta.senato.it, ranucci_r@posta.senato.it, baldini_m@posta.senato.it, vimercati_l@posta.senato.it, cicolani_a@posta.senato.it, filippi_m@posta.senato.it, stiffoni_p@posta.senato.it, oliva_v@posta.senato.it, fistarol_f@posta.senato.it, detoni_g@posta.senato.it
Sapete cosa fare. Scrivete, informate e condividete. I motivi di questa nuova mobilitazione sono forti e condivisi nella società civile e tra gli addetti ai lavori. Molto dipende dalla nostra capacità di raccontare anche a politici per troppo tempo distanti dalle nuove forme di diffusione dell'informazione e della conoscenza l'enorme rischio che stiamo correndo.





