disobbedienza civile


Wikileaks è conoscenza. L'azione è la disobbedienza. Contro la Romani.

Mar, 14/12/2010 - 12:09 — luca

Oggi, mentre in parlamento si svolge il voto di distrazione di massa, tutti i giornali riportano la notizia dei cablogrammi pubblicati da Wikileaks dell'ambasciatore USA contro la legge Romani, riportandoci finalmente ai problemi che da domani dovremmo cominciare ad affrontare

"La legge Romani sembra essere scritta per dare all'esecutivo margine di manovra per bloccare o censurare i contenuti Internet". "Questa legge rappresenterebbe un precedente per nazioni come la Cina che copierebbero o citerebbero questa "giustificazione" per il giro di vite sulla libertà di parola".

Cablogramma del 3 febbraio 2010 di David Thorne, ambasciatore Usa a Roma

"Se approvata, la legge Romani rappresenterebbe la morte di Internet in Italia"

Cablogramma dell'ambasciata Usa a Roma

Certo gli articoli sarebbero ancora più utili se ricordassero non solo il decreto Romani è stato approvato, e che è stato pure approvato il regolamento dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) che lo ha reso operativo. Sarebbero più utili se ammettessero che la reazione a quest'ultimo regolamento è stata assolutamente insufficiente, e che molti, anche tra gli addetti ai lavori, sono stati ingannati e hanno addirittura festeggiato, per il fatto che venivano escluse dalle nuove norme le Web Radio e Web TV amatoriali.

Insomma sarebbero più utili gli articoli se ammettessero ci hanno fregato. La partita non era quella delle Web TV amatoriali ma quella dei colossi del Web che tra un po' cominceranno a fare concorrenza alla TV generalista. Lo aveva sottolineato anche il consigliere AGCOM Nicola D'Angelo, ospite dell'evento www.hackthegov.it organizzato dall'Associazione Agorà Digitale.

In quell'occasione abbiamo lanciato la piattaforma di una Web TV disobbediente, per reagire con forza alla Romani e al relativo regolamento. Dei dettagli tecnici dell'iniziativa ha parlato anche Vittorio Zambardino in un articolo intitolato "Uno scontrino contro Romani" pubblicato questa settimana sull'Espresso.

Una iniiativa vivrà se dalla conoscenza e dalla consapevolezza a cui ci riporta Wikileaks si passerà all'azione.

E questo è un buon link per iniziare.



Il 30 novembre il lancio della disobbedienza civile e della Web Tv contro regolamento Agcom e legge Romani.

Gio, 25/11/2010 - 14:04 — luca

Questo il comunicato che assieme a Marco Cappato abbiamo inviato pochi minuti fa per annunciare l'iniziativa che dal 30 novembre potrete trovare sul sito www.hackthegov.it


Ci auguriamo che l'Autorità Garante per le Comunicazione non confermi la volontà di introdurre nuova burocrazia, autorizzazioni e nuovi balzelli per chi, anche professionalmente e commercialmente, vuole fare informazione nuova in Italia tramite web tv o web radio. Se invece l'ottusità burocratica dovesse prevalere, annunciamo fin da ora che martedi' 30 novembre presso la sede del Partito Radicale, e tramite il sito www.hackthegov.it, presenteremo la nostra piattaforma di Web TV che abbiamo intenzione di condurre in violazione del regolamento quando questo entrerà in vigore.
Con questa iniziativa ci rivolgiamo all'Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni riunita oggi per discutere le nuove norme. Ad essa diciamo che non è sufficiente creare la riserva indiana delle web tv o web radio amatoriali, ma è necessario un regolamento che nella sostanza rigetti il principio dell'equiparazione delle regole dell'industria radiotelevisiva italiana ad Internet. La forza della rete è sempre stata quella di rappresentare innovazione, anche nel campo dell'informazione professionale, senza la necessità di chiedere autorizzazioni, pur nel rispetto delle leggi. Conosciamo purtroppo molto bene quale sarà la fine del web se esso verrà assoggettato alle stesse regole che hanno portato all'attuale disastro del sistema radiotelevisivo italiano.

 



La delegazione dei lettori e dei pensatori disobbedienti

Lun, 23/08/2010 - 17:24 — luca

Non si può avere tutto, e quindi andrebbe bene che, anche a posteriori, quanti in questi mesi hanno parlato ed evocato disobbedienze civili, leggessero fino a sciuparne le pagine il saggio di Thoreau del 1849, "Teoria e pratica della nonviolenza" di Gandhi o ancora "Disobbedienza e democrazia" di Howard Zinn.  Che quanti hanno scoperto o rispolverato l'immaginario evocato dalla parola "disobbedire", interiorizzassero la stessa passione politica, la stessa profondità di analisi, la stessa introspezione critica nell'animo umano presente in quelle pagine.

Basterebbe che una discreta delegazione di questi lettori disobbedienti, di pensatori, volesse esplorare i luoghi dove la legge come costruzione umana incontra i diritti umani e civili come principi fondativi. Che sollecitandosi a vicenda, riuscissero a coltivare una nuova fiducia nella possibilità di affidare all'uomo del 2010, con tutte le sue narcosi civiche e propaggini tecnologiche la possibilità di scegliere e comprendere tra giusto e sbagliato.

Ecco, anche fossero pochi intellettuali, blogger, politici, imprenditori, uomini di legge in loro la fiducia nella, e cittadini di qualche tipo, da qui io partirei per discutere ed immaginare il da farsi. Non dalle strategie, non dalle coalizioni a prescindere, non dai macchiavellismi. Da qui.



Nuovo oscuramento di Pirate Bay, tribunali alleati del governo nel mettere l'Italia a rischio censura

Lun, 08/02/2010 - 13:38 — luca

È notizia di queste ore (Grazie a Paolo, Luigi ed Ernesto per averlo segnalato) che il sito web thepiratebay.org sarà presto nuovamente oscurato in Italia dopo che il Tribunale del Riesame di Bergamo ha rigettato la richiesta di annullamento dell'originario provvedimento di sequestro. Come più volte ribadito si tratta di un provvedimento anacronistico e pericoloso per due ragioni.

Primo, non può essere il nome provocatorio di un sito a determinarne la chiusura. Se passa il principio che su Internet gli intermediari come Pirate Bay (ma anche come Google, Youtube, Facebook, etc.) sono responsabili, qualsiasi fornitore di contenuti su Internet potrebbe essere oscurato, prima ancora di un processo. Basta una denuncia e il gip potrà chiedere di bloccare l'accesso ad un sito per tutta la durata del procedimento.

Secondo, le norme invocate per effettuare il blocco non contengono al loro interno la possibilità di effettuare una censura indiscriminata, ma solo quella di intervenire per bloccare attività illecite poste in essere da uno dei suoi utenti. Su questo abbiamo il dovere di contestare, come già fatto dall'Associazione Italiana Internet Provider, la pericolosissima sentenza della Cassazione che ha legittimato tale pratica.

L'unica colpa di Pirate Bay, rispetto ad altri analoghi e diffusissimi motori di ricerca, è quella di aver posto di fronte all'opinione pubblica la necessità di una riforma del copyright e del diritto d'autore per cui i radicali e l'associazione Agorà Digitale si battono da anni. Le soluzioni per adeguare la normativa a pratiche che riguardano milioni di cittadini italiani nel rispetto dei diritti degli autori di contenuti, ci sono, tanto che abbiamo da tempo presentato in parlamento una proposta di legge che va in questa direzione.

Invece si reagisce con un accerchiamento compiuto da tribunali che tentano di forzare l'estensione di normative vigenti al web e da un governo che tenta di ottenere proprio sul web un maggior controllo mediante una continua decretazione d'urgenza. Anche contro tutto ciò dobbiamo prepararci ad uscire dalla trincea digitale in cui ci hanno costretto, utilizzando tutti gli strumenti della giustizia ma anche, prefigurando l'utilizzo della disobbedienza civile.

 



Fuori dalla trincea digitale: disobbedienze civili e una commissione parlamentare speciale sul Web

Sab, 06/02/2010 - 18:34 — luca

L'uno-due dei giorni scorsi di Mario Staderini ( segretario di Radicali Italiani ) e Vittorio Zambardino ( giornalista e blogger di repubblica ) che hanno prefigurato la disobbedienza civile "digitale" come reazione ad una eventuale approvazione del decreto Romani credo non debba cadere nel vuoto, nonostante i timidi segnali di correzione provenienti da governo e maggioranza.

Non so quanti giorni avremo, probabilmente pochi, prima che si presenti la prossima "emergenza web", ma  ritengo intollerabile che chi si batte per l'innovazione nel nostro paese sia costretto ad impegnarsi in battaglie di retroguardia, invece di poter promuovere lo sviluppo di Internet e delle tecnologie digitali.

Interi mesi spesi in incontri e trattative per limitare i danni di disegni di legge e decreti che, nella migliore delle ipotesi, costituiscono in buona fede una ipoteca allo sviluppo di Internet e delle libertà digitali, mentre nella peggiore sono fatti con l'intento di soffocare sul nascere mercati emergenti pronti per fare concorrenza alle piattaforme già esistenti e difese da grossi gruppi di potere politico ed economico.

La sequenza, in pochissime settimane, dei decreti legge Maroni, per la censura del web, Bondi per l'aumento di tasse su supporti digitali per finanziare ancora un sistema del copyright iniquo, e infine il famigerato Romani, sulla regolamentazione dei media audiovisivi, sono un chiaro segnale che qualsiasi battaglia combattuta "in trincea" è destinata ad essere persa per l'incessante attività di lobbying dei rappresentanti dello status quo che è divenuta efficientissima nella produrre regolamentazione, spesso direttamente tramite decreti governativi.

Di fronte ad una opposizione impotente e a deputati della attuale maggioranza contrari a molte di queste norme ma impossibilitati ad esprimersi per vincoli di partito, è necessario che le forze civili rendano possibile un cortocircuito di questo sistema. Un cortocircuito che non può che nascere mettendo a contatto i fili conduttori dell'attività legislativa, con quelli di chi ha la capacità di guardare in prospettiva, al futuro e all'innovazione.

Il primo passo che propongo è quello di chiedere a gran voce, con convinzione, una commissione parlamentare speciale sul web, in cui personalità internazionali, parlamentari, esponenti del mondo economico e della società civile possano incontrarsi per fare proposte di governo, di riforma dell'esistente, definendo delle linee guida e mettendo sul piatto in modo trasparente interessi e prospettive contrapposte di fronte all'opinione pubblica.

Con il gruppo parlamentere radicale, ed in particolare grazie all'iniziativa di Marco Beltrandi abbiamo già presentato una proposta di commissione parlamentare con questo spirito. Abbiamo raccolto migliaia di firme a suo sotegno anche grazie all'aiuto di molti di voi. E sapete che vi dico? Siamo disposti a ripartire da zero. Perchè serve una piattaforma ampia, di idee, di persone, di associazioni che si buttino in questa battaglia. Io, come cittadino e l'associazione di cui sono segretario, Agorà Digitale, siamo pronti. È pronto il gruppo parlamentare radicale. Ma si tratta solo un punto di partenza, che si deve allargare e quindi rafforzare senza paura di cappelli o strumentalizzazioni.

Il secondo passo è quello invece quello di rendere possibile che tale commissione diventi una fonte di buona (cioè visionaria ma concreta) politica sul web e ciò, secondo me, sarà possibile solo se in molti, saremo disposti, fin da ora, come suggerito da Staderini e Zambardino, anche a prefigurare le armi della nonviolenza, e in particolare della disobbedienza civile per lottare contro le norme liberticide in materia di web e digitale già vigenti.


Per far capire che la nostra richiesta è civile, ragionevole, nonviolenta, ma che allo stesso tempo la nostra determinazione è forte.

 



Mirtilli

Dom, 13/09/2009 - 20:08 — luca
"Quando Thoreau uscì dal carcere il mattino dopo quell'atto fondativo della disobbedienza civile, andò a raccogliere mirtillli. È il suo modo di insistere sul fatto che piacere e attivismo, la contemplazione del mondo e la politica, il piccolo e il grande possono coesistere"
Rebecca Solnit - The Believer, Settembre 2009.

Condividi contenuti

 

Quella volta ad Annozero, a difendere la rete

segretario dell'associazione radicale Agorà Digitale

Difendi la libertà in rete, iscriviti all'associazione!

Cumulus Tag Cloud

lnicotra's Profile Page