Mediaset


Travaglio censurato su Youtube? Dimostrazione che i diritti dei cittadini sono nelle mani dei grandi gruppi editoriali

Lun, 01/03/2010 - 19:39 — luca

Diciamocelo, nel caso della "involontaria" censura del Video di Marco Travaglio, anche se Mediaset dovesse scusarsi (cosa che, a quanto mi risulta, ancora non è successo), beh, in uno stato di diritto non basterebbe. Urge intervento politico per limitare il potere di censura degli editori sui contenuti pubblicati online.

In soldoni, per chi non avesse seguito la vicenda, Google ha confermato che la settimana scorsa un video di Marco Travaglio sul caso Bertolaso è stato censurato da Youtube per una erronea segnalazione di violazione del copyright. Si tratta di un abuso, causato della completa discrezionalità di Mediaset che ha la possibilità di censurare, con effetto immediato, qualsiasi contenuto che a suo giudizio violi il suo diritto di editore.

 

Ovviamente non c'è alcuna prova che si tratti di una censura mirata al contenuto, pur critico nei confronti dei poteri forti, e non dell'errore di un tecnico. Ma questo non limita minimamente la gravità dell'evento che dimostra come l'utente/cittadino sia in balia dei capricci (e degli errori) dei grossi gruppi editoriali italiani e quindi, potenzialmente, della loro censura.

Questa volta il caso sta scoppiando perché ad essere colpito è Marco Travaglio, personalità nota e in grado di reagire immediatamente per vie legali. Ma quanti sono gli utenti inermi di fronte a questa arroganza? Quanti altri errori ci sono stati e ci saranno di cui non si saprà mai nulla? Chi controlla che questo enorme potere di filtraggio non sia utilizzato impropriamente? Quali sono i meccanismi per punirne (le scuse in uno stato di diritto non bastano) gli abusi con la stessa rapidità di intervento fornita agli editori?

E' necessario quanto prima che si avvii una discussione, anche a livello parlamentare, sul cosiddetto meccanismo del *takedown*, sotto accusa in numerosi paesi, in primis gli Stati Uniti, per casi di vera e propria di censura.

Ancora di più considerando che la schiera dei privati a cui viene concesso di improvvisarsi forza di polizia si potrebbe allargare dopo la sentenza sul caso Google contro Vividown, che sarà pubblica solo tra qualche mese, e a causa dell'accordo internazione contro la contraffazione ACTA.

 



Google e Yahoo rimuovano i contenuti online di Mediaset dai loro indici

Ven, 20/11/2009 - 01:09 — luca

In un mercato in cui è chiaro a tutti che, a dispetto della retorica messa in campo dall'industria dei contenuti, il contributo di maggior valore deriva dalla connettività, e non dal contenuto, lascia sbigottiti l'appello lanciato al Governo da Confalonieri affinchè difenda aziende come Mediaset da Google, Youtube, Yahoo e altri fantomatici approfittatori. Anzi, più di un appello sembra una minaccia, considerando che, proprio ieri, Mediaset ha ribadito quanto sia centrale nella sua strategia la causa che essa stessa ha intentato contro Youtube e in cui rivendica un danno di 500 milioni di euro per violazione del diritto d'autore.
Confalonieri cerca di difendere un sistema bloccato, in cui i cittadini sono semplicemente audience, e la scelta dei contenuti da trasmettere è fatta da coloro che, come lo stesso Confalonieri, hanno in mano la TV generalista. 
A questo punto ci appelliamo a Google e Yahoo chiedendo loro di rimuovere per almeno un mese i contenuti online del gruppo Mediaset dai loro indici. Un'azione drastica, ma potrebbe essere davvero l'unico modo per aiutare a far comprendere a coloro che difendono modelli ormai superati quanto la Rete ha cambiato l'economia, anche quella dei contenuti, e quanta parte dei ricavi degli stessi produttori derivino dalla comunità di utenti che modifica e condivide.

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Quella volta ad Annozero, a difendere la rete

segretario dell'associazione radicale Agorà Digitale

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