
Ipotizzate per un attimo l'esistenza di una ecologia della rete e delle tecnologie. Computer, cavi, dispositivi, software che creano un ecosistema complesso, con delle dinamiche proprie e dei profondi effetti sulla società e sugli individui. Un ecosistema che non serve studiare da scienziato o da ingegnere, ma che si può cercare di capire, perchè si è curiosi, per capire il proprio tempo, per vivere la società. Come fosse un bagaglio culturale necessario. Come facciamo con la geografia. Come facciamo con l'ambiente. Non serve essere biologi ma neppure contadini per sapere quali sono le verdure di stagione, e non serve essere delle guardie forestali per conoscere il nome di un albero, o per raccogliere i funghi buoni nel bosco.
Basta la curiosità, davvero, di capire ogni tanto quello che c'e' sotto. O sopra. Della "lista degli ingredienti" di un PC, di come gli animali della rete interagiscono tra loro. Del perchè Google non si compra tutti gli avversari, o di come i dati delle nonnine su facebook vengono utilizzati per indagini di mercato sulle dentiere. Sono infiniti i parallelismi con altri ecosistemi. Perchè le tecnologie hanno dei loro equilibri, i loro ritmi, il loro modi di evolvere. Alcune arricchiscono le nostre esperienze, favorendo la socialità ad esempio. Altre opprimono gli individui o potenzialmente sconvolgono i sistemi economici. Come uno tsunami. O un'eruzione.
Se siete abbastanza curiosi, non ci vorrà molto ad ipotizzare che tutto questo sia vero, e forse vi verrà voglia di fare qualcosa.
Ma non è facile. Gli appassionati parlano strani linguaggi, abitano posti bui e spesso non hanno spiccate capacità di interazione sociale.
Ci vuole pazienza. Zen. Se provate avvicinarli in momenti e luoghi in cui c'è un forte entusiasmo e la socialità è un elemento fondamentale, ce la potreste fare. Magari consapevoli che un po' di tecnicismi vi verranno ributtati addosso e dovrete in qualche modo resistere ad essi senza perdere l'entusiasmo.
Se siete curiosi si potrebbe andare assieme ad un hackmeeting. Il prossimo italiano sarà dopo 10 anni a Roma (la foto qui sopra invece, rubata da Flickr è di quello che si è svolto a Pisa qualche anno fa).
O magari, se volete qualcosa di più fisico e vario, si potrebbe fare un salto a Do it Your Trash, l'evento dedicato al reciclaggio soprattutto tecnologico Dall'assemblaggio di pc da hardware dismesso, alla messa a punto di radio pirata a km0, fino, solo per i più coraggiosi, al corso di saldatura.
O ancora, aspettando luglio, partecipare a qualche incontro serale come quelli in questi mesi di warm-up e molti altri che si trovano un po' in tutta italia, cercando in rete sui siti di strane associazioni digitali (o magari navigando su Geekagenda) ...





